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La violenza all'infanzia. Recensione del libro LUI di G.Bernes

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on . Postato in Recensioni di libri di Psicologia e Psicoterapia | Letto 1313 volte

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Il tema della violenza all'infanzia è particolarmente significativo in ambito psicologico e psicoterapeutico ma è anche presente nei romanzi. LUI, di Gianfranco Bernes, è un romanzo pubblicato da Segmenti Editore, dove questo tema è affrontato con particolare intensità, al punto da aver stimolato in Vincenza Sollazzo una recensione/lectio magistralis di particolare rilevanza.

violenza all'infanzia Lui di G BernesTema complesso e interessante quello trattato in questo affascinante libro del collega Gianfranco Bernes, medico legale, psichiatra-psicoterapeuta.

Presenta uno stile fluido per cui trasportata dalla corrente ho letto velocemente, ma le riflessioni che ha suscitato sono tante e profonde e intendo condividerle.

Il lettore, mentre è intento nella nobile impresa della lettura, è rapito e stupito in particolare in alcuni passaggi ove si nota come l’occhio esperto dello scrittore si appresta ad afferrare e descrivere quelle sfumature della violenza, precluse ai “non addetti ai lavori” .

Tale descrizione di andamento paratattico favorisce una comprensione duttile e anche pragmatica, quindi di ausilio per modificare anche lievemente quelle predisposizioni alla violenza, presenti e radicate in ognuno di noi, pur non essendo coscienti.

La risonanza che più scuote il lettore attento è quella di scandagliare il profondo ed è come se Gianfranco ammonisse dolcemente solo per favorire la consapevolezza “ chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.

Un libro che quindi ci fa introspettare attentamente, e ci scuote come il vento in autunno, grazie all’esperienza viva che Gianfranco trasfonde nell’opera dal suo operato nei manicomi, ove ha visto “spettacoli” crudi e grazie anche alla sua esperienza peritale nei tribunali ove ha esaminato la psiche travagliata di coloro che purtroppo hanno “consegnato” la vita a questo orribile morbo e mostro.

E’ davvero agghiacciante lo “spettacolo” prodotto dalla violenza e ancor di più le cause che la scatenano e su cui noi clinici siamo tenuti ad intervenire e che hanno radici nell’amore malato. Potremmo affermare, senza timore di sbagliare, che ogni volta che non comprendiamo pienamente noi stessi, stiamo coltivando inconsciamente la violenza.

Se non comprendiamo noi stessi, non disponiamo di strumenti per comprendere l’altro.

Quindi essa è nascosta e annidata nel nostro essere e da qui inizia una spirale brutale che si abbatte sugli altri.

Ogni volta che riceviamo violenza nell’infanzia cresce in noi il mostro e non lo sappiamo perché avviene nell’ombra della consapevolezza.

La violenza psicologica è sottile e subdola, come il gas nell’aria, non è percepibile, se non agli “addetti ai lavori”, i quali si adoperano per fermare il mostro. Ossia ai clinici.

Nel libro infatti questo aspetto viene sottolineato ed è un bene che venga recepito dal lettore,

perché è un’opera che fa appello alla coscienza del lettore ed anche questo è un modo che noi clinici adottiamo per portare avanti il nostro difficile compito di lavorare con l’anima, nel tentativo di venire a patti con l’ombra e con la violenza in essa dimorante.

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E’ difficile riconoscere le “spie” comportamentali che preannunciano la violenza, le confondiamo e le scambiamo per altro, in un inganno psicologico di cui non siamo consapevoli e quando l’autoinganno non viene rotto e interrotto da un clinico, come viene sottolineato nel libro, ci stiamo inconsciamente adoperando per nutrire e crescere il mostro interiore che vive per fare e ricevere violenza. L’occhio convenzionale vede il “prodotto finale” della violenza e lo etichetta come “carnefice, vittima”. Questo il quadro che appare certamente, ma come medici dell’anima per intervenire siamo tenuti a non fermarci qua, pur partendo da qua, dobbiamo andare a ritroso, come i salmoni, e ricostruire quella parabola che qua ha condotto per “trasformarla”.

Occorre cioè afferrare le cause, le matrici e le radici e estirparle.

Estirpare quel mostro che la nostra anima ospita e sicuramente se ne fosse cosciente non gradirebbe un ospite così brutale.

Il “Lui” del libro, quel padre non avrebbe profondamente voluto tutto quello che ha generato nel figlio e nella madre.

Nell’itinerario conoscitivo volto a conoscere le matrici e le radici della violenza si adotta l’ottica dell’indagine profonda sull’anima che diversifica da quella del tribunale, che è tenuta a “valutare il danno e assegnare la congrua pena”, e dalle altre ottiche convenzionali, didattiche. Queste citate arenano la ricerca, perché si fermano ai giudizi, ai consigli etc, che non possono fermare la spirale diabolica mossa e promossa dalla violenza. L’ottica clinica segue quindi inevitabilmente altre strade, impervie e difficili, guardando anche alle altre, ma andando oltre ad esse. Giunge infatti alle radici e ai semi che le hanno generate per favorire lo sradicamento. Quelle radici sono nel singolo individuo, ma coinvolgono inevitabilmente la collettività .

Come non essere grati allo sforzo umile di Bernes che con generosità condivide con tutti questa sua esperienza, questa sua visione onde promuovere e muovere la coscienza nostra ad essere più profonda, più riflessiva, più introspettiva, più compassionevole e soprattutto più aggressiva in senso sano.

Intende lo scrittore suggerire, scuotendo le coscienze, un piccolo cambiamento di prospettiva, salvandoci dalle situazioni di stallo in cui a volte pigri ci rifugiamo e ci dimentichiamo di vedere e vivere più in profondità.

Vuole suggerire al lettore di non fermarsi a ciò che appare, perché questo spettacolo nasce dalle essenze nascoste.

Le trasformazioni iniziano nel grembo dell’essenza a cui si perviene con gli strumenti fecondi della introspezione che dal singolo con fili sottili si collega a tutti e al tutto dalla notte dei tempi sino al giorno che splendendo sorride.

 

LUI

Gianfranco Bernes
Segmenti Editore
ISBN: 9788899713065
Pag. 248, 14x21

 

 

(Lectio Magistralis a cura della psicoterapeuta Dottoressa Vincenza Sollazzo)

 

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Tags: romanzo violenza violenza sui minori bernes recensione sollazzo

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