Pubblicità

Disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile

0
condivisioni

on . Postato in Sessuologia | Letto 3207 volte

5 1 1 1 1 1 Votazione 5.00 (7 Voti)

Ciò che un tempo veniva definita come frigidità, oggi, all'interno del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) prende il nome di Disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile.

disturbo eccitazione sessuale femminileIl DSM-5 specifica che il disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile è caratterizzato da una completa mancanza o significativa riduzione dell'interesse o dell'eccitazione sessuale.

Essendo una condizione complessa, la causa può essere rintracciata in una molteplicità di fattori, tra cui biologico, sociale, psicologico, ambientale e relazionale.

La comorbidità può presentarsi con il disturbo dell'umore e dell'ansia, attacchi di panico, depressione, fobie e disturbo bipolare.

Ciò che però viene spesso trascurato è il ruolo che un ricordo o un segreto può svolgere nell'inibire qualunque forma di godimento sessuale.

Ad esempio, le relazioni extraconiugali o le preoccupazioni possono inibire il ciclo di risposta sessuale.

Rispetto ai sintomi legati al disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile, il DSM-5 specifica una completa mancanza o significativa riduzione dell'interesse o dell'eccitazione sessuale.

Viene diagnosticata quando sono presenti tre o più dei seguenti sintomi. Questi includono: assenza di un interesse nell'attività sessuale, o una decisa riduzione di esso; assenza di pensieri o fantasie erotiche o di qualunque tipo di pensiero sessuale; la donna non è propensa ad intraprendere rapporti sessuali con il partner e non mostra alcun senso di piacere durate gli stessi.

Questi sintomi devono persistere per un minimo di sei mesi e causare un disagio significativo nella vita della paziente.

Inoltre, non esistono prove di una causa fisica, biologica o indotte da sostanze per tale condizione.

Il problema può essere permanente, ossia essere presente sin dall'inizio della vita sessuale, o acquisito, cioè subentrato dopo una fase di vita sessuale normale.

La sua gravità oscilla su un continuum che va da lieve, a moderato o grave. Prima di una diagnosi finale, si raccomanda di invitare la paziente a sottoporsi ad un esame fisico completo per assicurarsi che la fonte del problema non sia fisiologica.

Dovrebbero essere presi in considerazione risultati anormali dell'esame obiettivo o sospette comorbidità.

Questo può richiedere un intervento farmacologico, e dovrebbe verificarsi prima di eventuali raccomandazioni inerenti la psicoterapia.

Come precisato, la prima analisi riguarda un completo esame fisico e tutte le eventuali raccomandazioni mediche devono essere tenute in considerazione.

Tuttavia, lo sviluppo e l'aderenza ad uno stile di vita più sano può migliorare un certo numero di condizioni sessuali, nelle quali rientra il disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile.

È sempre una buona idea ridurre o rinunciare all'uso di sostanze come alcool, nicotina, caffeina e assunzione di farmaci; quest'ultima dev'essere effettuata sotto la supervisione del medico.

Il fumo può influenzare direttamente la libido in quanto limita il flusso di sangue agli organi sessuali e diminuire così l'eccitazione.

Anche l'attività fisica è un “ascensore” naturale dell'umore che può aumentare la resistenza; entrambi sono importanti per tutte le aree della vita di una persona compresa l'attività sessuale.

L'attività fisica combatte anche lo stress che si pone come inibitore di una vita sessuale attiva e appagante.

La cosa più importante è però quella di mantenere una comunicazione aperta con il partner sessuale.

Le donne sono spesso imbarazzate nel discutere di sesso e questo aspetto, preso singolarmente, potrebbe rappresentare la radice del problema.

Altrettanto importante è creare un programma che consenta alla coppia di passare del tempo insieme da soli e lontani dalle distrazioni.

Solitamente si consiglia anche la psicoterapia; gli appuntamenti non dovrebbero essere annullati a favore di qualche decisione dell'ultimo minuto per perseguire altre attività.

La terapia è infatti fondamentale, e di solito richiede sessioni individuali e, separatamente, anche di coppia.

Ciò che è importante in terapia è cercare di smantellare gli aspetti fortemente autocritici che le donne con disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale sviluppano nei confronti di sé stesse.

Pubblicità

Rispetto al partner, è fondamentale aiutarlo a comprendere come la situazione richieda impegno, pazienza e sostegno per il processo di cura e guarigione.

Più nello specifico, il trattamento del disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile è complesso in quanto raramente vi è un singolo fattore causale che può essere identificato come la ragione centrale del problema; questo è inoltre aggravato dal fatto che ci sono poche opzioni terapeutiche praticabili.

La ragione di ciò può essere ricondotta al fatto che esistono poche ricerche sull'argomento e anche una limitata esperienza nel suo trattamento.

Il trattamento dovrebbe infatti iniziare con l'educazione del paziente; spesso le donne non sanno cosa e come esprimersi, pertanto potrebbe essere meglio iniziare ad educare il paziente sull'anatomia genitale femminile come precursore dei rispettivi interventi psicoterapeutici o psico-sessuologici.

Dal punto di vista ginecologico, sarebbe importante che il medico fornisca tutte le informazioni necessarie in modo che la paziente possa vedere i reperti fisici normali e anormali, facilitando così una discussione sulle basi fisiologiche del funzionamento sessuale.

Il trattamento di pazienti che soddisfano i criteri per il Disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile richiede un approccio individualizzato che includa una combinazione tra terapia sessuologica, interventi cognitivo-comportamentali, farmacoterapia e/o rimedi per concomitanti condizioni mediche o psichiatriche.

La terapia comprende spesso l'educazione su come ottimizzare la risposta sessuale nel corpo, i modi per migliorare l'intimità con il proprio partner e le raccomandazioni per leggere materiali o esercizi di coppia.

Infine i trattamenti farmacologici possono essere opzioni per il trattamento di bisogni fisiologici, squilibri o disturbo sintomatici e comprendono solo una parte della gestione complessiva delle pazienti con disturbi sessuali femminili.

 

A cura della Dottoressa Giorgia Lauro

 

Bibliografia

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.
  • Brotto, L.; Petkau, A.; Labrie, F.; Basson, R. (2011). Predictors of sexual desire disorders in women.The journal of sexual medicine, Vol. 8, Iss. 3, pp. 742 – 753.

 

Ti è piaciuto l'articolo che hai appena letto e vuoi essere informato sulle novità che vengono pubblicate su Psiconline.it?
Iscriviti alle nostre newsletter settimanali per essere in continuo contatto con la psicologia!

Scegli come ricevere la newsletter:
I agree with the Privacy e Termini di Utilizzo
 
Pubblicità
Vuoi conoscere il nome di uno psicologo e/o psicoterapeuta
che lavora nella tua città o nella tua regione?
Cercalo subito su

logo psicologi italiani
Vuoi conoscere la Scuola di Specializzazione
in Psicoterapia adatta alle tue esigenze?
O quella più vicina al tuo luogo di residenza?
Cercala su

logo.png

 

Tags: sessualità disturbo del desiderio e dell'eccitazione sessuale femminile desiderio sessuale sessualità femminile eccitazione sessuale femminile

0
condivisioni

Guarda anche...

Le parole della Psicologia

Ecolalia

L'ecolalia è un disturbo del linguaggio che consiste nel ripetere involontariamente, come un'eco, parole o frasi pronunciate da altre persone Si osserva, come stadio normale, nello sviluppo del...

Pubblicità

Pubblicità

I Sondaggi di Psiconline

Come reagisci alle notizie riguardanti l’immigrazione?

Pubblicità

Le Risposte dell'Esperto

Gelosia o invidia? (1551968137…

Flow, 24     Buongiorno, ho 24 anni e sono sposato. ...

Problemi con la biologia marin…

JIM87, 32     Buongiorno ho frequentato il corso di laurea magistrale di biologia marina all'Università di Padova e dopo vari problemi con un pro...

Relazione di coppia patologica…

Matilde, 39     Salve, da qualche anno convivo con un uomo che giunti al secondo anno si è trasformato. Inizialmente ero un po' più fredda io for...

Area Professionale

Articolo 9 - il Codice Deontol…

Articolo 9 Nella sua attività di ricerca lo psicologo è tenuto ad informare adeguatamente i soggetti in essa coinvolti al fine di ottenerne il previo consenso ...

Articolo 8 - il Codice Deontol…

Prosegue con l'articolo 8, anche questa settimana, su Psiconline.it il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani a cura di Catello Parm...

Articolo 7 - il Codice Deontol…

Proseguiamo su Psiconline.it, settimana dopo settimana, il lavoro di commento al Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, a cura di Catello Parmentola e di...

Le parole della Psicologia

Ninfomania

Il termine ninfomane viene da ninfa (divinità femminile della mitologia e/o nome dato alle piccole labbra della vulva) e mania (che in latino significa follia)...

Tecnostress - Tecnofobia

Il Tecnostress (o tecnofobia) è una patologia che scaturisce dall'uso eccessivo e simultaneo di quelle informazioni che vengono veicolate dai videoschermi. Ess...

Disturbo post-traumatico da st…

I principali sintomi associati al Disturbo post-traumatico da stress possono essere raggruppati in tre specie: ...

News Letters

0
condivisioni