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Adolescente difficile (145729996783)

on . Postato in Adolescenza | Letto 589 volte

le risposte dellespertoPaolo, 55

 

D

 


Buonasera sono il padre di un ragazzo di 14 anni che ha iniziato le superiori, non è mai stato uno studioso però non è partito proprio male, successivamente ha avuto un crollo dei profitti ed ha cominciato a dire che non era la scuola per lui.

Ora la frequenta solamente con risultati disastrosi, esce ogni pomeriggio con amici, ha iniziato a fumare, si comporta in modo strano e non si confida con noi genitori restando sempre in camera quando è a casa attaccato al cellulare, ha un rapporto burrascoso con la madre che spesso offende quando lo rimprovera.

Da parte mia cerco di prenderlo sempre con ragionevolezza anche quando combina qualcosa che non va bene e cerco di dargli fiducia nel progetto di cambiare scuola il prossimo anno (ora è in un istituto tecnico e lui vorrebbe passare ad un cfp), spero che la frequentarà con risultati migliori.

La mia paura è che in questo periodo di "stasi scolastica" incontri amicizie che lo portino su una brutta strada. Come posso aiutarlo in questa fase delicata della sua crescita?
Grazie infinite.

 


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Gentile Paolo,
la difficoltà come genitori di come vivere e gestire la fase preadolescenziale e adolescenziale è comune e ricorrente. Questo tappa evolutiva è caratterizzata da cambiamenti che coinvolgono tutti i membri della famiglia.

Per i figli vi è un cambiamento del proprio corpo e con esso di una ricerca verso la propria identità. Suo figlio inizia a mettere tutto in discussione per primo i valori, gli ideali e gli insegnamenti che voi gli avete donato con il vostro esempio. La figura del padre e della madre tanto idealizzata adesso viene considerata con un grande punto interrogativo: che cosa pensano i miei genitori di me? Se sbaglierò o non sarò all’altezza delle loro aspettative mi accetteranno? Mi vorranno ancora bene?

Se nell’infanzia i genitori donano il permesso di esistere, di essere bambino, nell’adolescenza il ragazzo ha bisogno di un grande permesso quello di crescere ed essere se stesso: ogni figlio ha bisogno di sapere che i propri genitori sono accanto a lui per aiutarlo, supportarlo, comprendere le sue motivazioni, i suoi nuovi disagi, ma anche le sue esperienze con i possibili errori. Nell’adolescenza i genitori continuano ad essere un punto di riferimento per i ragazzi ma cambiano gli strumenti, la relazione e le modalità per insegnare una capacità propria di ogni individuo e che a sua volta sperimenterà nella sua vita adulta: la capacità di negoziare e gestire un conflitto.

Mi vorrei soffermare con lei proprio su queste capacità che dalla sua narrazione immagino siano importanti da acquisire.
Un bambino che inizia a crescere non accetta più in modo passivo le regole che i genitori stabiliscono, perché hanno un loro pensiero. Spesso ad ogni regola iniziano a chiedersi il perché; inoltre cambiano gli interessi, gli hobbies e persino gli amici.

Una delle primissime cose che chiedono è l’orario di uscita più lungo, non mostrarsi  troppo affettuosi con loro davanti ai coetani o assumere un atteggiamento esigente e severo davanti ai loro amici ( fargli fare una brutta figura rimproverandoli davanti a loro)

È possibile che non vogliano confidarsi più, perché possono provare vergogna e disagio rispetto ad argomenti come il sesso, l’innamoramento per una ragazza, il sentirsi incapaci di integrarsi in un gruppo con la scelta di compiacerlo e di adattarsi alle loro richieste (es. fumare). A tutto questo si aggiunge un altro tema da non sottovalutare: comunicare attraverso i social, whatsApp, Instagram privilegiando un rapporto virtuale.

Tutti questi cambiamenti, esigenze diverse, situazioni nuove con tante domande senza una risposta, legittimano la sua paura rispetto alla confusione che suo figlio potrebbe provare e a non riuscire a scegliere come proteggersi (..incontri amicizie che lo portino su una brutta strada).

Come affrontare insieme questa fase così apparentemente naturale e non priva di tanti dubbi?
Partiamo dalla capacità di negoziare.

Uno stile genitoriale autoritario che si rapporta al proprio figlio con un comando unito a voce alta, cupa e tono severo, e che tende a puntare il dito criticando (comunicando con lo  Stato del Genitore negativo secondo l’ Approccio analitico Transazionale) dinanzi ad un errore o ad una risposta diversa da quella che ci si aspetta, ostacola la negoziazione e può causare isolamento, chiusura, scarsa autostima e fiducia in se stessi ( rapporto burrascoso con la madre che spesso offende quando lo rimprovera).
Uno stile autorevole favorisce lo sviluppo e l’acquisizione di questa capacità, perché il rapporto è basato sull’ascolto reciproco in cui è possibile fare un contratto con il proprio figlio.

Un contratto è una scelta condivisa, ragionata dove genitori e figli si impegnano a rispettare ciò che è stato concordato. Si negoziano i giorni e gli orari per stare con gli amici, distribuire dei piccoli compiti da svolgere che restituiscano la responsabilità ed il senso di autoefficacia, la fiducia reciproca (riordinare la stanza, apparecchiare o sparecchiare…), la durata in ore per stare dinanzi al computer, playstation. Condividere degli hobbies insieme al fine non di controllare cosa fa o come lo fa, ma per il piacere di trascorrere del tempo con il proprio figlio trasmettendogli il permesso di essere se stesso e che qualsiasi sbaglio posa commettere voi sarete pronti a perdonare dando senso e significato al gesto compiuto.

Un esempio concreto di negoziazione e di ascolto reciproco e di accettare il proprio figlio  senza pregiudizio, giudizio o un’ alta aspettativa che compiace una vostra esigenza è la scelta di accogliere la difficoltà scolastica di suo figlio e la valutazione di frequentare una nuova scuola o un CFP.

Per poter scegliere se cambiare Istituto scolastico o rivolgersi ad un CFP, Offrite la possibilità a vostro figlio di svolgere degli incontri di orientamento scolastico per comprendere se dietro al basso profitto ci siano disagi, difficoltà, episodi di bullismo, e allo stesso tempo valutare quali attitudini, competenze e materie predilige, quali i punti di forza e debolezza, il metodo di studio più efficace per il suo apprendimento e soprattutto la sua motivazione a portare a termine gli studi finalizzata alla domanda “ che cosa vorresi fare da grande?” ed infine se necessita di un aiuto scolastico in alcune materie.

Si è verificato diverse volte che se un ragazzo riceve delle insufficienze anche se studia, può demotivarsi e perdere il senso di autoefficacia scolastica, a cui segue a volte, l’abbandono scolastico e la perdita della fiducia in se stessi con la sensazione di fallimento da parte dell’adolescente e degli stessi genitori.

Spero di aver risposto alla sua domanda e se desidera altri chiarimenti o approfondire alcuni temi trattati può contattarmi.

 

(a cura della Dottoressa Silvia Errico)

 

Pubblicato in data 24/03/2016

 

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Tags: scuola paura rapporto genitori fiducia adolescente amici crescita crollo profitti risultati disastrosi stasi scolastica

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