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Disturbi alimentari: iperfagia? (1463860143514)

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on . Postato in Disturbi alimentari | Letto 970 volte

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le risposte dellespertoMari, 31D

 

Gent.mi Dott.ri,
Vi scrivo questo messaggio perchè mi sono resa conto che non riesco più a controllare me stessa nel mio rapporto con il cibo.

Premetto che da 4 anni vivo una situazione personale molto dura a livello psicologico, all'inizio dei quali ho avuto un crollo e, nonostante mangiassi (sforzandomi a volte), non riuscivo a prendere un etto- questo per un periodo mi ha fatta preoccupare e iniziare a prendere integratori per poter prendere qualche chilo (pesavo 44 kg 157 cm).

Dopo questo periodo iniziale, ho capito che dovevo reagire e ce l' ho fatta a tornare al mio normopeso (46-47).

Da un anno a questa parte però mi sono resa conto di essere spesso triste, insicura e non riesco ad aiutare gli altri (cosa
che prima era normale per me).

Mi sento egoista perchè mi sono fatta scudo con questa situazione dolorosa, diventando fredda e apatica e,inoltre, il mio rapporto con il cibo è diventato compulsivo: mangio
senza controllarmi, abbuffandomi finché non finisco il pacco, il dolce o quel che è...inoltre, mangio cose che magari in precedenza non assaggiavo nemmeno o che non incontravano particolarmente i mieigusti... ora le "schifezze" sono all'ordine del giorno e passo dal dolce al salato, senza neanche rendermene conto.

Non mi sono pesata, ma credo di aver raggiunto i 53 kg e così non mi piaccio, mi sento sempre a disagio, ma nonostante questo NON RIESCO A FARE QUALCOSA PER ME STESSA!
C'è un modo per iniziare ad uscire da questo circolo vizioso, senza far  ricorso necessariamente ad una terapia?

Ogni giorno mi prometto di volermi più bene e ogni sera mi ritrovo con il mio senso di colpa.

Non vorrei andare da uno specialista perchè mi vergogno. Non sono mai stata così, ho sempre tenuto particolarmente alla mia salute e la mia
alimentazione è stata quasi sempre controllata e genuina.

Grazie in Anticipo
Mari

 


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R

 

Gentile Mari,
il rapporto con il cibo è sempre molto complicato, soprattutto per le donne, si lega l’immagine corporea all’essenza della persona, si vede nel rapporto col mangiare lo specchio del riverbero di altre relazioni.

Gestire o controllare questi aspetti può essere molto pericoloso perché si tende a focalizzare l’attenzione solo sugli alimenti piuttosto che su ciò che scatena la reazione, oppure sul perché non si riesce ad interrompere una catena che sembra essere chiusa.

Spesso si tende a mangiare per un bisogno emotivo, eppure non si può invertire la tendenza e si viene schiacciati dal senso di colpa che fa sentire insoddisfatti e vicini ai fallimenti ma questa è una falsa credenza, non smettiamo di avere valore se perdiamo il controllo.

La vergogna è un sentimento naturale, segnala che qualcosa non sta andando come vogliamo ma è estremamente soggettiva, non dipende dagli altri ma dal valore che gli attribuiamo. 

Capsico la resistenza a rivolgersi ad un professionista, anche se potrebbe aiutarla come non si aspetta, tuttavia le riporto alcune parola tratte dai pensieri di Fabiola de Clercq che si è occupata per anni dei disturbi del comportamento alimentare:Il cuore batte troppo forte, ho paura di morire così, un giorno, ma intanto mangio ancora.

Forse mi sto solo tappando la bocca per non chiedere aiuto, per non scoppiare in un pianto interminabile che nessuno potrebbe interrompere. Un pianto represso da anni, tutto il dolore e la rabbia che non ho mai potuto esprimere (tutto il pane del mondo).

Devo ancora proteggermi a tutti i costi dal pericolo che un corpo normale rappresenta. Sarebbe un corpo, quello, che contemplerebbe i desideri dai quali dovrei difendermi, visto che non so cosa significhi soddisfarli.

Così minuta rimango una bambina che non sono potuta essere perché non faceva comodo a nessuno che lo fossi”…
“La rabbia non ci fa mai bene. Trattenerla per paura di essere giudicati o di perdere l’amore dell’altro piuttosto che incanalarla è sempre nocivo per noi. Non ci permette di crescere e di sentirci adulti. Quando ci scopriamo capaci di dire quello che ci offende, ci scopriamo adulti e capaci. E quello che davvero ci può capitare è che diventiamo adulti capaci di far valere le nostre ragioni. Ecco che l’autostima cresce e ci restituisce equilibrio!”

Sono pensieri di grande intensità emotiva, ma che possono risuonare e spingere al cambiamento. Inoltre segnalo che sul sito dell’ordine degli psicologi del Lazio è possibile scaricare un e-book gratuito inerente psicologia-alimentazione. (questo il link http://www.ordinepsicologilazio.it/risorse/psicologia-e-alimentazione/ )
dott.ssa  Luisa Bonomi

 

(A cura della Dottoressa Luisa Bonomi)

 

Pubblicato in data 08/06/2016

 

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Tags: disturbi alimentari rabbia iperfagia triste falsecredenze reazione

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