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Terapia Cognitivo-Comportamentale e SSRI nella Depressione

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on . Postato in News di psicologia | Letto 2026 volte

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Ricerche recentemente pubblicate hanno messo in luce come i trattamenti usati nel disturbo depressivo non solo riducano i sintomi, ma siano altresì associati a miglioramenti nella qualità della vita.

terapia cognitivo-comportamentale ed SSRI nella Depressione

Il presente studio, pubblicato sulla rivista Cognitive Behaviour Therapy, ha esaminato le due terapie maggiormente usate nella depressione, ossia la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) e la terapia farmacologica con gli Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina (SSRI).

L’obiettivo principale dei trattamenti attualmente utilizzati nella depressione è sostanzialmente quello di ridurre i sintomi e la sofferenza di colui che soffre. Sebbene questa sia la necessità primaria, S. G. Hofmann dell’Università di Boston, uno degli autori di questo studio, sottolinea anche l’importanza di trovare un modo per migliorare la qualità di vita delle persone che presentano questo disturbo, in modo tale da poter garantire una terapia efficace non solo a breve termine ma anche a lungo termine.

A questo scopo, gli autori hanno passato in rassegna un’intera meta-analisi sull’argomento, esaminando i dati di 6.255 pazienti che avevano partecipato a precedenti ricerche riguardanti sia il trattamento CBT che gli SSRI.

Dai dati è emerso che sia la Terapia Cognitivo-Comportamentale sia il trattamento farmacologico con gli SSRI portano al miglioramento dei sintomi depressivi.

Tuttavia, sebbene entrambe le terapie siano risultate efficaci nel trattamento della depressione (soprattutto a breve termine), il Dott. Hofmann ritiene che esse agiscano in maniera differente.

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Gli autori, infatti, hanno notato che la riduzione dei sintomi è stata associata ad un miglioramento nella qualità di vita solo in quei pazienti che avevano intrapreso una Terapia Cognitivo-Comportamentale, differentemente da coloro che avevano assunto gli SSRI attraverso farmacoterapia.

Inoltre, hanno riscontrato che i miglioramenti ottenuti con la CBT sono rimasti piuttosto stabili nel corso degli anni, mentre non sono stati trovati abbastanza riscontri che potessero portare a ritenere che anche gli SSRI provocassero lo stesso positivo effetto a lungo termine.

Non avendo potuto confrontare direttamente la CTB con gli SSRI a causa di problemi metodologici presenti in precedenti studi e avendo riscontrato che entrambi i trattamenti sembravano avere effetti simili almeno a breve termine, i ricercatori si sono trovati costretti a concludere che le due terapie sono ugualmente efficaci.

Per riuscire a valutare scientificamente il costrutto “qualità di vita”, gli studiosi hanno utilizzato misurazioni standardizzate di auto-valutazione. Tuttavia, essendo un costrutto piuttosto complesso, che comprende al suo interno anche l’affetto positivo e la felicità, essi ritengono che le ricerche future debbano focalizzarsi sullo sviluppo di specifiche strategie e trattamenti volti a migliorare anche questi due aspetti, impliciti al concetto stesso di qualità di vita.

 

Trarro da:  PsyPost

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Claudia Olivieri)

 

 

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Tags: depressione trattamento terapie terapia farmacologica terapia cognitivo-comportamentale SSRI sintomi depressivi

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