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Il bambino “frammentato”

on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 1569 volte

Attaccamento disorganizzato e dissociazione: abuso, negligenza e maltrattamento possono determinare nel bambino l'insorgenza di sintomi dissociativi e l'incapacità di sviluppare un Sè coerente.

Bambino frammentatoLa dissociazione è un fenomeno che molte persone hanno la capacità di esperire; si tratta di un meccanismo di coping utilizzato per gestire fattori stressanti come ad esempio l'abuso sessuale.

Intesa come strategia di coping, la dissociazione si verifica quando il cervello compartimentalizza le esperienze traumatiche con l'obiettivo di impedire di sentire troppo dolore, sia esso fisico, emotivo o entrambi.

Quando si verifica la dissociazione, si assiste ad un distacco della realtà, ad un black-out, in cui la sensazione dominante è che una parte di noi non sia più lì.

I bambini che soffrono di problematiche dissociative possono spesso presentare sintomi che possono essere mal interpretati e categorizzati con altri problemi psicologici.

Secondo la Società per lo Studio del Trauma e della Dissociazione, i bambini con disturbi dissociativi sono più inclini a sviluppare stati di trance o momenti di “assenza”, in cui il bambino non risponde o ha un improvviso calo dell'attenzione.

Essi possono anche fissare il vuoto, dimenticare parti della loro vita o di ciò che stavano facendo un minuto prima, o agire come se si fossero appena svegliati dal momento di black-out.

Associare questi cambiamenti di livello nelle attività, ossia l'essere letargico e improvvisamente iperattivo, porta spesso i clinici a ipotizzare la presenza di un Disturbo da deficit di attenzione o ad un Disturbo bipolare.

Altri sintomi dissociativi come variazioni anomale di umore, drammatizzazione, agire in modo socialmente inappropriato, o insistere sull'essere chiamati con un altro nome, o avere un'altra età può anche portare a diagnosi errate di disturbi psicotici o comportamentali.

Alla base di tutti questi sintomi in realtà vi è la tendenza per il bambino a separare parti di sé, una sorta di “frammentazione”. Quest'ultima è spesso il risultato di un trauma già sperimentato.

Nei bambini, la situazione traumatica è spesso una forma di abuso o negligenza in casa, che può coinvolgerlo sia in qualità di testimone o di vittima.

Anche se il trauma sembra rivestire un ruolo importante per spiegare il fenomeno della dissociazione, alcuni clinici ritengono che l'attaccamento che si forma tra il bambino e il proprio caregiver potrebbe svolgere un ruolo sostanziale nella predisposizione a sviluppare sintomi dissocitivi.

Nella teoria dell'attaccamento, il caregiver ideale fornisce una base sicura da cui e attraverso cui il bambino può ricevere supporto e conforto (attaccamento sicuro).

Le risposte genitoriali alle azioni del bambino determinano le modalità con cui il bambino vedra e instaurerà le relazioni future con gli altri.

Una particolare forma di attaccamento, quello disorganizzato subentra invece quando il caregiver maltratta il bambino, spesso lo spaventa, trasmettendo e manifestando sentimenti ambigui e ponendo sul bambino aspettative irrealistiche; ad esempio questi genitori si aspettano che il bambino sin da quando è piccolo sia in grado di badare da solo alla propria igiene personale, e se ciò non avviene tendono a colpevolizzare o addirittura punire il bambino.

I genitori che agiscono in tal modo, danno vita all'attaccamento disorganizzato, e lo rinforzano comportandosi in maniera incoerente; ad esempio a volte sono invadenti e altre volte completamente indifferenti. Tutto ciò crea molta confusione nel bambino.

Il bambino tende così a sviluppare più “visioni” incompatibili tra loro dei sui genitori, nel senso che li vive come fonte di protezione e di pericolo allo stesso tempo, sviluppando così una visione incompatibile di Sè, avvertendo una sensazione di confusione tra l'essere buono o cattivo.

Questi punti di vista incompatibili sono molto difficili da concicliare e da combinare in una struttura mentale coerente.

Il bambino vive pertanto questa confusione rispetto a chi sono i suoi genitori, e chi è egli stesso, il che rende difficile stabilire un senso di Sè coerente. Questa sorta di frammentazione pone le basi per le esperienze dissociative.

Ciò che determina ancora maggior confusione riguarda il fatto che il bambino si trova di fronte ad un altro dilemma: proteggersi dai caregivers, mantenere una relazione con loro o entrambi.

Jennifer Freyd sottolinea che il “trauma del tradimento”, ossia quel senso di essere traditi che vivono i bambini che sono stati abusati dai propri genitori spiega perchè molti di essi dimenticano l'abuso, o meglio, cercano di tenerlo fuori dalla propria testa.

Se il bambino affronta tali situazioni ricorrendo alla dissociazione, sarà maggiormente in grado di affrontare la vita quotidiana con il genitore abusante.

Purtroppo, molti genitori che gettano le fondamenta per un attaccamento disorganizzato, lo fanno perchè hanno sperimentato anche loro dei maltrattamenti nell'infanzia.

I ricercatori Jude Cassidy e Jonathon Mohr, della University of Maryland, suggeriscono che oltre ad essere correlato ai disturbi dissociativi, l'attaccamento disorganizzato ha anche elevate correlazioni con la presenza di traumi infantili.

Inoltre, i ricercatori Paolo Paquini e Givoanni Liotti del Gruppo Italiano per lo Studio della Dissociazione hanno trovato che madri che esperiscono eventi traumatici o stressanti entro i primi due anni di vita del bambino, hanno una maggiore probabilità che il bambino sviluppi sintomi dissociativi e uno stile di attaccamento disorganizzato.

I genitori a rischio possono aiutare a prevenire tali “sviluppi” nei loro figli, partecipando a una terapia progettata per esaminare e risolvere i traumi vissuti nel loro passato.

La psicoterapia può anche contribuire ad insegnare ai genitori come interagire con i propri figli in modo coerente e reattivo, e controllare le proprie emozioni per evitare azioni dannose.

In questo modo, è possibile non solo aiutare l'adulto ad elaborare le proprie esperienze infantili, ma anche contribuire a creare un ambiente familiare sano per il futuro del bambino.

 

Tratto da PsychologyToday

 

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

 

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Attaccamento disorganizzato e dissociazione: abuso, negligenza e maltrattamento possono determinare nel bambino l'insorgenza di sintomi dissociativi e l'incapacità di sviluppare un Sè coerente.

 

La dissociazione è un fenomeno che molte persone hanno la capacità di esperire; si tratta di un meccanismo di coping utilizzato per gestire fattori stressanti come ad esempio l'abuso sessuale.

 

Intesa come strategia di coping, la dissociazione si verifica quando il cervello compartimentalizza le esperienze traumatiche con l'obiettivo di impedire di sentire troppo dolore, sia esso fisico, emotivo o entrambi.

 

Quando si verifica la dissociazione, si assiste ad un distacco della realtà, ad un black-out, in cui la sensazione dominante è che una parte di noi non sia più lì.

 

I bambini che soffrono di problematiche dissociative possono spesso presentare sintomi che possono essere mal interpretati e categorizzati con altri problemi psicologici.

 

Secondo la Società per lo Studio del Trauma e della Dissociazione, i bambini con disturbi dissociativi sono più inclini a sviluppare stati di trance o momenti di “assenza”, in cui il bambino non risponde o ha un improvviso calo dell'attenzione.

 

Essi possono anche fissare il vuoto, dimenticare parti della loro vita o di ciò che stavano facendo un minuto prima, o agire come se si fossero appena svegliati dal momento di black-out.

 

Associare questi cambiamenti di livello nelle attività, ossia l'essere letargico e improvvisamente iperattivo, porta spesso i clinici a ipotizzare la presenza di un Disturbo da deficit di attenzione o ad un Disturbo bipolare.

 

Altri sintomi dissociativi come variazioni anomale di umore, drammatizzazione, agire in modo socialmente inappropriato, o insistere sull'essere chiamati con un altro nome, o avere un'altra età può anche portare a diagnosi errate di disturbi psicotici o comportamentali.

 

Alla base di tutti questi sintomi in realtà vi è la tendenza per il bambino a separare parti di sé, una sorta di “frammentazione”. Quest'ultima è spesso il risultato di un trauma già sperimentato.

 

Nei bambini, la situazione traumatica è spesso una forma di abuso o negligenza in casa, che può coinvolgerlo sia in qualità di testimone o di vittima.

 

Anche se il trauma sembra rivestire un ruolo importante per spiegare il fenomeno della dissociazione, alcuni clinici ritengono che l'attaccamento che si forma tra il bambino e il proprio caregiver potrebbe svolgere un ruolo sostanziale nella predisposizione a sviluppare sintomi dissocitivi.

 

Nella teoria dell'attaccamento, il caregiver ideale fornisce una base sicura da cui e attraverso cui il bambino può ricevere supporto e conforto (attaccamento sicuro).

 

Le risposte genitoriali alle azioni del bambino determinano le modalità con cui il bambino vedra e instaurerà le relazioni future con gli altri.

 

Una particolare forma di attaccamento, quello disorganizzato subentra invece quando il caregiver maltratta il bambino, spesso lo spaventa, trasmettendo e manifestando sentimenti ambigui e ponendo sul bambino aspettative irrealistiche; ad esempio questi genitori si aspettano che il bambino sin da quando è piccolo sia in grado di badare da solo alla propria igiene personale, e se ciò non avviene tendono a colpevolizzare o addirittura punire il bambino.

 

I genitori che agiscono in tal modo, danno vita all'attaccamento disorganizzato, e lo rinforzano comportandosi in maniera incoerente; ad esempio a volte sono invadenti e altre volte completamente indifferenti. Tutto ciò crea molta confusione nel bambino.

 

Il bambino tende così a sviluppare più “visioni” incompatibili tra loro dei sui genitori, nel senso che li vive come fonte di protezione e di pericolo allo stesso tempo, sviluppando così una visione incompatibile di Sè, avvertendo una sensazione di confusione tra l'essere buono o cattivo.

 

Questi punti di vista incompatibili sono molto difficili da concicliare e da combinare in una struttura mentale coerente.

 

Il bambino vive pertanto questa confusione rispetto a chi sono i suoi genitori, e chi è egli stesso, il che rende difficile stabilire un senso di Sè coerente. Questa sorta di frammentazione pone le basi per le esperienze dissociative.

 

Ciò che determina ancora maggior confusione riguarda il fatto che il bambino si trova di fronte ad un altro dilemma: proteggersi dai caregivers, mantenere una relazione con loro o entrambi.

 

Jennifer Freyd sottolinea che il “trauma del tradimento”, ossia quel senso di essere traditi che vivono i bambini che sono stati abusati dai propri genitori spiega perchè molti di essi dimenticano l'abuso, o meglio, cercano di tenerlo fuori dalla propria testa.

 

Se il bambino affronta tali situazioni ricorrendo alla dissociazione, sarà maggiormente in grado di affrontare la vita quotidiana con il genitore abusante.

 

Purtroppo, molti genitori che gettano le fondamenta per un attaccamento disorganizzato, lo fanno perchè hanno sperimentato anche loro dei maltrattamenti nell'infanzia.

 

I ricercatori Jude Cassidy e Jonathon Mohr, della University of Maryland, suggeriscono che oltre ad essere correlato ai disturbi dissociativi, l'attaccamento disorganizzato ha anche elevate correlazioni con la presenza di traumi infantili.

 

Inoltre, i ricercatori Paolo Paquini e Givoanni Liotti del Gruppo Italiano per lo Studio della Dissociazione hanno trovato che madri che esperiscono eventi traumatici o stressanti entro i primi due anni di vita del bambino, hanno una maggiore probabilità che il bambino sviluppi sintomi dissociativi e uno stile di attaccamento disorganizzato.

 

I genitori a rischio possono aiutare a prevenire tali “sviluppi” nei loro figli, partecipando a una terapia progettata per esaminare e risolvere i traumi vissuti nel loro passato.

 

La psicoterapia può anche contribuire ad insegnare ai genitori come interagire con i propri figli in modo coerente e reattivo, e controllare le proprie emozioni per evitare azioni dannose.

 

In questo modo, è possibile non solo aiutare l'adulto ad elaborare le proprie esperienze infantili, ma anche contribuire a creare un ambiente familiare sano per il futuro del bambino.

 

 

Tratto da PsychologyToday

 

(Traduzione e adattamento a cura della Dottoressa Giorgia Lauro)

Tags: psicologia psicologia dello sviluppo trauma dissociazione teoria dell'attaccamento

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