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Il disagio giovanile è un prodotto di questa società

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on . Postato in Infanzia e adolescenza | Letto 2818 volte

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L'adolescenza è un momento particolare nello sviluppo dell'individuo ed è anche un periodo in cui il disagio giovanile rende facile l'incontro con situazioni difficili da gestire che rischiano di essere malgestite.

disagio giovanileLa polvere bianca, o più comunemente chiamata cocaina, è il regalo che la società della globalizzazione, del consumismo sfrenato, del business a tutti i costi, della sopraffazione dei valori ci ha consegnato e in primis a soffrirne sono gli adolescenti che sono costretti loro malgrado a navigare a vista in un mare in tempesta.

I suicidi avvenuti in quest’ultimi anni sono più che un campanello d’allarme, è una realtà del disagio giovanile esistenziale di cui in pochi se ne sono accorti e quasi impotentemente assistono a quest’involuzione sociale.

L’adolescenza, come sappiamo, è il periodo evolutivo più delicato e contrastato della crescita umana.

I primi ostacoli, grandi o piccoli, si presentano quotidianamente e le giovani generazioni non sono pronte ne preparate ad affrontarli ne tantomeno a superarli.

La mancanza di valori, di punti di riferimento, di trasparenza sociale, frustrazioni, delusioni e illusioni continue, facili promesse mai mantenute sono alcuni aspetti che rendono il giovane disorientato e debole psicologicamente.

La famiglia, abbandonata dalle istituzioni nell’affrontare le varie problematiche che si presentano quotidianamente, non possiede più il carisma e l’ascendenza di un tempo.

I genitori che anch’essi assaliti dall’ansia del far quadrare i bilanci familiari, trasmettono incertezze sul domani, la povertà che avanza, anche nelle classi che un giorno erano considerate privilegiate, per mancanza di lavoro, il doversi riabituare alle rinunce ed ai sacrifici, ritornare a fare lavori che per l’utopico miraggio del posto di lavoro fisso con il colletto bianco, sono scomparsi anche questi sono punti che incidono sulle giovani menti e la nevrosi, nel migliore dei casi è garantita.

La scuola non ha la giusta dimensione per trasmettere i veri valori, la figura maschile, quasi assente se non scomparsa nelle classi elementari e medie fa sì che l’identificazione del giovane sia a senso unico poiché in quest’ultimi anni la figura paterna ha subito un notevole ridimensionamento.

Le istituzioni e la politica, hanno tradito e abbandonato le giovani generazioni, poiché devono pensare solo alla spartizione del potere e a fare promesse per poi non mantenerle.

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Ai giovani cosi disorientati non rimane che avvicinarsi alla momentanea illusione, dannosissima, dello sballo, se abbiamo l’occasione di ascoltarli, essi spesso affermano: ” Il gran personaggio della nostra società fa uso di cocaina e l’equazione è uguale successo” smontare questa falsa chimera è una delle prime azioni da svolgere da chi manovra le fila della società.

La ricetta giusta è difficile da prescrivere, bisogna iniziare a fare qualcosa per far ritrovare ai cittadini la fiducia in se stessi e nel prossimo, una cosa è certa, non è una pasticca che fa ritrovare se stessi, ma un’approfondita riflessione e analisi per capire da dove è partita la discesa esistenziale.

 

Articolo a cura del Dottor Sergio Puggelli

 

 


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