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La neurobiologia della violenza sociale

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Il bullismo e l’aggressività hanno grossi costi sociali.

violenza

Per la prima volta, le ricerche hanno trovato un meccanismo nei segnali cerebrali che determina i comportamenti sociali. In particolare, una proteina chiamata “fattore neutrofico celebrale (BDNF)”, un polipeptide presente nel cervello dei mammiferi appartenente alla famiglia delle neurotrofine e i suoi recettori TrK B, che si occupano del dominio sociale.

Questa nuova ricerca ha implicazioni per una più approfondita conoscenza della neurobiologia dell’aggressività e del bullismo. Le ricerche della Duke – NUS hanno scoperto che lo sviluppo della proteina BDNF e del suo recettore TrKB, influenza il dominio sociale dei topi. “Gli esseri umani e i roditori sono entrambi animali sociali. Ogni nostra interazione segue dei ruoli in base alla gerarchia sociale. Un fallimento nel muoversi dentro questa gerarchia può essere deleterio”, spiega il professor Hyunsoo Shawn Je, autore della ricerca della Duke – NUS Medical School.

Il nostro articolo potrebbe essere il primo a dimostrare che specifiche molecole seguono vie neuronali specializzate, in una regione particolare del cervello, che sono importanti per l’equilibrio nelle gerarchie sociali”. Le difficoltà nel seguire queste gerarchie possono portare a problemi come l’aggressività ed il bullismo. “Bullismo e aggressività implicano pesanti costi sociali, conoscere le cause biologiche rappresenterebbe un passo avanti verso un trattamento e una prevenzione efficace”.  L’attività cerebrale è mediata dai circuiti composti da neuroni eccitatori (i quali incrementano questa attività), dagli interneuroni GABAenergetici e dallo sviluppo dei circuiti neuronali.

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Le ricerche non sono state in grado di definire le conseguenze comportamentali del segnale bloccato tra BDNF e TrKB. Il team di ricerca ha creato topi transgenici in cui il recettore TrKB è stato rimosso specialmente negli interneuroni GABA energetici nell’area del cervello regolante il comportamento emotivo e sociale, conosciuto come Sistema Corticolimbico. I topi transgenici presentavano un’aggressività insolita quando stavano in compagnia di topi normali. Per conoscere l’origine di questi comportamenti, il team ha condotto dei test comportamentali.

Hanno scoperto che i topi non erano stati aggressivi per difendere il loro territorio e non lo erano stati neanche perché erano i più forti; i topi transgenici erano inoltre più feriti degli altri durante gli atti di violenza. Quindi il loro comportamento aggressivo era un risultato dell’incremento del conflitto per lo status gerarchico e per il dominio sugli altri topi del gruppo. Le ricerche hanno rivelato che a causa della perdita di BDNF – TrKB, gli interneuroni GABA energetici in questi topi transgenici forniscono una debole inibizione per le cellule eccitatorie vicine, diventando così iperattive.

L’azione di inibizione dell’attività eccitatoria dei neuroni, in una specifica area dei topi transgenici, ristabilisce l’equilibrio “eccitatorio/inibitorio” e istantaneamente ribalta il dominio sociale violento descritto precedentemente”, spiega il Dr Shawn Pang Haotan, che è il primo autore dello studio. Un significativo numero di ricerche si è focalizzato sul ruolo della famiglia e del gruppo dei pari (con lo stesso status sociale) nei comportamenti violenti. Questo studio, insieme ad altri più recenti, dimostra che i fattori genetici e biologici possono giocare un ruolo inatteso nei comportamenti sociali.

 

Tratto da ScienceDaily

 

(Traduzione ed adattamento a cura della Dottoressa Giulia Inglese)

 

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Tags: violenza aggressività neurobiologia news di psicologia proteina

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